Assolti i 3 Calciatori dell Ischia
Vincenzo Monti, Gianluca e Ciro Saurino sono stati immediatamente liberati. Il tribunale ha accolto le conclusioni degli avvocati Giuliano Di Meglio e Cristiano Rossetti e del pubblico ministero. Il giudice ha comunque convalidato l’arresto operato dai carabinieri di Barano. Una vicenda che comunque non pregiudica la carriera dei tre, proprio per la formula adottata dal giudicante
| Napoli – I tre calciatori dell’Ischia Vincenzo Monti, Gianluca e Ciro Saurino sono stati assolti dal tribunale con la formula perché il fatto non sussiste. Accogliendo le richieste dello stesso pubblico ministero e dei difensori dei tre imputati, gli avvocati Giuliano Di Meglio e Cristiano Rossetti. Il giudice ha convalidato l’arresto ritenendo che in quella fase i carabinieri sono intervenuti ritenendo in quel momento che potesse innescasi qualcosa di ben più grave. E ciò è avvenuto dopo aver ascoltato il maresciallo capo della stazione di Barano Gennaro Bonavoglia che ha ripercorso tutte le fasi delle attività di indagine e che ha portato alla individuazione che uno dei tre si era disfatto del pacchetto contenente i 10 grammi di hashish. In questa fase i tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere ed il pubblico ministero ha chiesto la convalida come era stato espressamente fatto dalla sua collega Magnetta. Si è passati quindi alla trattazione del processo con rito abbreviato. E il pubblico ministero ha chiesto immediatamente l’assoluzione per tutti tre spiegando che non si ravvisa affatto l’ipotesi di spaccio, ma tutt’al più di possesso per uso personale che è confermato da una serie di elementi ben evidenziati nel verbale di sequestro e nella informativa trasmessa all’autorità giudiziaria. Richiesta che ha trovato il pieno consenso dei difensori, che contestualmente hanno depositato i contratti stipulati con la società calcistica per dimostrare l’autonomia finanziaria al fine di sgombrare definitivamente ogni ipotesi di spaccio.
IL GIUDICE CONVALIDA MA ASSOLVE
Il giudice è rimasto in camera di consiglio un po’ a più lungo con il solo scopo di poter redigere contestualmente le motivazioni: «Gli imputati Monti Vincenzo, Saurino Gianluca e Saurino Ciro venivano tratti a giudizio per violazione dell’art. 73, DPR 309/90, in quanto trovati in possesso di sostanza stupefacente. Convalidato l’arresto, gli imputati chiedevano che il procedimento fosse comunque definito in data odierna con il rito abbreviato. Il giudice, ritenuto il procedimento decidibile allo stato degli atti, invitava le parti alle conclusioni. Ciò premesso, osserva il giudice come – alla luce degli atti contenuti nel fascicolo processuale, nonché delle risultanze dell’udienza di convalida – si imponga un’attenta analisi degli eventi che conducevano all’arresto degli imputati. In concreto, si osserva che tale necessaria verifica conduce, nel caso di specie posto all’esame di questo giudice, ad una pronuncia assolutoria, in relazione al reato come contestato. Il fatto loro addebitato va invero più correttamente ricondotto alla detenzione di stupefacenti per uso personale. Va poi sottolineato come, ai fini del giudizio sulla sussistenza dell’ipotesi penalmente indifferente dell’uso personale, vadano considerati – e globalmente valutati – una serie di elementi di carattere soggettivo ed oggettivo, attinenti essenzialmente alle qualità personali dell’imputato, all’eventuale stato di tossicodipendenza, al contesto ambientale ed economico in cui vive, ed altresì alle concrete modalità in cui avveniva lo scambio dello stupefacente, nonché alla quantità e qualità dello stupefacente detenuto. In particolare, il dato quantitativo appare in qualche modo significativo (pur in assenza di un attuale riferimento al parametro di dose media giornaliera), in quanto la detenzione di una quantità di stupefacente che non superi il bisogno necessario per un immediato e personale consumo da parte del detentore può essere senz’altro considerata, nel quadro di una globale valutazione di tutti gli elementi disponibili, fortemente sintomatica di un’utilizzazione non finalizzata alla cessione a terzi».
«NON C’E’ STATA ATTIVITA’ DI SCAMBIO DELLA DROGA»
«Ciò detto, e trasferendo le considerazioni esposte alla situazione concreta, rilevano in primo luogo le dichiarazioni rese dagli imputati, per cui gli stessi svolgono attività lavorativa e di cui è stata fornita documentazione, e che lo stupefacente era destinato ad un uso personale. Infatti ciascuno degli arrestati, nel non negare il possesso di stupefacente, dichiarava di aver avuto nella vicenda il ruolo di mero acquirente, e non già di cedente della sostanza caduta in sequestro; la quantità di stupefacente appare peraltro compatibile con un uso personale riferito a tre acquirenti, specie in considerazione della circostanza (evidenziata dagli imputati e ritenuta credibile) di aver provveduto a fare una piccola scorta personale visto che si erano recati a Napoli per l’acquisto. Le predette affermazioni non appaiono peraltro smentite alla luce dell’esame delle circostanze come descritte dagli agenti che procedevano all’arresto; ed invero – nel verbale redatto nell’immediatezza ed altresì nella relazione in sede di convalida – gli stessi riferivano di non aver notato alcuna operazione di scambio in atto, ma semplicemente di aver deciso di controllare i tre che appartatisi sulla spiaggia, avevano cambiato atteggiamento alla vista degli operanti, ed in particolare di uno dei tre. Il Saurino Ciro, si era allontanato, tentando poi di disfarsi di un pacchetto di sigarette, dove era stato rinvenuto lo stupefacente, risultato essere hashish e marijuana. Inoltre lo stupefacente non risultava essere suddiviso in dosi. Tali circostanze, valutate alla luce delle affermazioni degli imputati, ed in assenza di elementi di segno contrario, possono senz’altro corrispondere ad una vicenda nella quale i soggetti arrestati avevano un ruolo di meri acquirenti. Convergono in tal senso la già indicata quantità di stupefacente, e corrispondente ad un esiguo numero di dosi (specie in riferimento a tre consumatori), nonché la circostanza che i verbalizzanti non abbiano assistito ad alcuna attività di scambio; rilevano infine le qualità personali degli arrestati, allo stato incensurati, e con stabile attività lavorativa. Quanto premesso non consente – a parere di questo giudice – di ritenere fondata l’ipotesi accusatoria della detenzione di sostanza stupefacente al fine di spaccio, e dunque impone il proscioglimento degli imputati, non essendo la detenzione di sostanza stupefacente destinata all’uso personale sanzionata penalmente, bensì solo in via amministrativa. Ciò non contrasta con la operata convalida dell’arresto dal momento che questo opera solo in ordine alla legittimità dell’attività di polizia svolta che al momento del fatto, in considerazione del fare sospetto degli imputati e dello stupefacente rinvenuto, aveva il fondato motivo di intervenire per arrestare una presunta attività criminosa in corso. Quanto allo stupefacente ne deve comunque essere disposta la confisca e distruzione. Va infine ordinata l’immediata liberazione degli imputati, se non detenuti per altra causa. Per questi motivi il giudice, letto l’art. 530 cpp, assolve Monti Vincenzo, Saurino Gianluca e Saurino Ciro dal reato loro ascritto perché il fatto non sussiste. Immediata liberazione degli imputati, se non detenuti per altro. Confisca e distruzione dello stupefacente».
ARRESTATI AI MARONTI DOPO L’ALLENAMENTO
Motivazione che ripercorre su grandi linee quanto da noi tracciato nella ricostruzione dei fatti e che comunque ridimensiona sostanzialmente quanto accaduto al momento dell’arresto. Vincenzo Monti, ventitreenne, difensore, e i due fratelli Gianluca e Ciro Saurino, rispettivamente di 21 e 25 anni, entrambi attaccanti, sono stati tratti in arresto nella mattinata di mercoledì dai carabinieri della stazione di Barano guidati dal luogotenente Giuseppe Maresca, per essere stati trovati in possesso di 10 grammi di hashish e mezzo di marijuana. I tre, appena terminata la seduta di allenamento al campo sportivo di Ischia, a bordo di un’auto hanno raggiunto la località Maronti nel comune di Barano. Un luogo che in questo periodo non è molto frequentato e quindi consente di appartarsi. Si sono fermati sotto un ponticello che collega la spiaggia con la strada, pensando che lì nessuno li avrebbe notati e avrebbero potuto fumarsi uno spinello in tutta tranquillità. Senza minimamente preoccuparsi che nel pomeriggio avrebbero dovuto affrontare una seconda seduta di allenamento e che l’assunzione di tali sostanze non avrebbe certamente giovato alla loro forma fisica. Quando credevano di essere lontani da occhi indiscreti, per loro sfortuna proprio in quel momento è sopraggiunta una pattuglia della Benemerita impegnata in un’attività di controllo di routine. Agli occhi attenti degli uomini del luogotenente Maresca non è sfuggito il comportamento sospetto dei tre giovani, così hanno deciso di fermarli per chiarire cosa stessero facendo in quel luogo, procedendo a un controllo dei documenti e a una perquisizione personale. A questo punto uno dei calciatori, spaventato dall’arrivo dei carabinieri, ha commesso l’errore di gettare frettolosamente per terra un pacchetto di sigarette, per disfarsi dello stupefacente che vi era celato. Anche questo gesto, sia pure fulmineo, non è sfuggito ai tutori dell’ordine. E unito alla evidente agitazione e preoccupazione che mostravano, ha invece dato la conferma che i tre volessero nascondere qualcosa di illecito. I militari hanno impiegato pochissimo a recuperare il pacchetto di cui Monti e i Saurino intendevano disfarsi. All’interno, occultate tra le sigarette, hanno scoperto due confezioni: una conteneva un pezzo di hashish del peso di 10 grammi, l’altra, più piccola, il mezzo grammo di marijuana. Un quantitativo comunque superiore a quello ritenuto per uso personale. A quel punto il difensore e i due attaccanti della compagine gialloblu hanno capito di essere finiti in guai seri. Oltre al fermo operato dai carabinieri, infatti, si sono messi in condizione di essere duramente sanzionati dalla società. Per giustificarne il possesso, i tre avrebbero dichiarato ai carabinieri, come è “consuetudine” in questi casi, che gli stupefacenti erano stati acquistati al solo fine di fumarsi qualche spinello. Senza precisare dove e da chi l’avessero comprati. Una pausa di relax in quel luogo tranquillo. Il pubblico ministero di turno agli affari penali della procura della Repubblica, Magnetta, notiziato dai militari, ha invece ritenuto che vi fossero i presupposti per l’arresto e la traduzione, la mattina successiva, dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Napoli per essere processati per direttissima. I tre, tutti incensurati, hanno trascorso la notte nelle camere di sicurezza della compagnia Carabinieri di Ischia, per essere poi condotti sotto scorta a Napoli ieri mattina.
